~ L'angolo di Pingua

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Il mostro della foresta, Horror contest
view post Posted on 27/10/2009, 20:27P_QUOTE
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Location: Bergamo


Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/11/2009, 19:05


Titolo: Il mostro della foresta
Traduzione titolo:
Fandom: originale
Autore: Etellenië~ Mrs Shiffer
Personaggi: Abigail e il mostro
Rating: giallo
Parole: 1312
Racconto:


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"Quel che temiamo più di ogni cosa, ha una proterva tendenza a succedere realmente."
-Theodor W. Adorno -



Ero rimasta sola nella grande villa. Mi ero addormentata sul divano, e gli altri se ne erano andati lasciandomi un biglietto:
“ Andiamo in paese, ci vediamo dopo. ”
Mi tirai su per stiracchiarmi, e notai subito il vestito che avevo addosso: non era certo il mio.
Era un vestito da sposa, non troppo appariscente, morbido e semplice, come piaceva a me.
Guardai il ritratto sul muro, era proprio vero: somigliavo a Regina. Quello era il nome della ragazza del ritratto.
La sua tragica storia era diventata una storia dell’horror per terrorizzare bambini e non.
Regina era stata “promessa” in sposa al mostro che infestava la foresta, tutto per placare la sua sete di sangue. La ragazza era stata rinchiusa nella villa, come richiesto dei servi della creatura, ed era stato detto agli abitanti di passare nella casa dopo tre giorni.
Come era stato richiesto gli abitanti passarono il terzo giorno, non appena varcarono tutti la soglia la porta si chiuse di colpo e le pareti cominciarono a grondare di sangue.
Cominciarono tutti ad urlare e a cercare di aprire la porta.
“ Perché mi avete fatto questo? ” era la voce di Regina, ma di lei non v’era traccia. La stanza stava pian piano riempiendosi del sangue, e ora arrivava alle caviglie.
“ Perché mi avete fatto questo? ” ancora lei. Sempre più impauriti i poveri cittadini rischiavano di perdere il controllo.
“ È tutta colpa vostra, ” ora la voce di Regina era più vicina, e si stava materializzando attorno a loro. “Io sono morta SOLO a causa vostra, e ora pagherete per quello che mi avete fatto! ”.
Il fantasma di Regina scatenò i suoi poteri, e la stanza si riempì del tutto di sangue, tanto da far spalancare le porte e buttare così fuori tutti quanti.
Questi scapparono urlando a squarciagola, e per lungo tempo nessuno si avvicinò più alla villa maledetta.
Solo in seguito, abbandonate le superstizioni, la gente cominciò a interessarsi alla villa.
Certo, era tutta impolverata, ma era in buono stato, e non c’era traccia di sangue o altro.
Oramai era diventata una meta turistica, la gente si divertiva a sentire di queste storie.
Gli anziani però non avevano abbandonato le vecchie paure e quindi non solo stavano alla larga dalla villa, ma cercavano di allontanare anche i turisti.
Proprio quella mattina ne avevamo incontrato uno, e in effetti un po’ mi aveva spaventata.
“ Quella casa è maledetta. Non dovete varcare quella soglia! ” poi si soffermò su di me, e cominciò a sbraitare qualcosa di incomprensibile, tranne una parola “ Regina ”.
Solo dopo avere sentito la storia della ragazza cominciai a preoccuparmi.
La guida fu molto gentile, e mi disse di non preoccuparmi, perché lo faceva con tutti.
Sì, ok, ma a quante capitava di addormentarsi e di ritrovarsi poi vestite da sposa?
“ Sei tornata vedo! ” una voce profonda e terrificante da dietro le mie spalle mi riportò a quella realtà.
Mi voltai di scatto, nonostante la paura, ma dietro di me non c’era niente.
- Brutta cosa la suggestione!
“ Ti ho dovuta aspettare a lungo, e ora non scapperai più! ”
Ora il cuore cominciava ad andare a mille, e ancora non vedevo nessuno. Sul tavolo c’era un tagliacarte, non era il massimo, ma meglio di niente. Corsi verso la scrivania e lo presi stringendolo forte.
Una mano mi si posò sulla spalla, e vi buttai lo sguardo: non era umana.
Artigli, una mano certo molto più grande del normale e ricoperta interamente di peli.
“ Non scapperai stavolta. ”
Sentii un fiotto di aria calda corrermi giù per il collo, il suo respiro.
Non mi voltai, non volevo vederlo, perché probabilmente, dalla paura non sarei più riuscita a scappare.
Corsi verso la porta d’ingresso e cercai di aprirla.
- Dannazione stupida porta! – cercai di scassinarla, ma niente riusciva a smuoverla. Sentii il suo passo svelto, così tentai di aprire le finestre ma niente.
- E che cazzo! Apritiiiii!!!! – ma la finestra non voleva proprio permettermi di scappare.
Decisi di correre al piano superiore, ma dopo pochi passi fatti su per le scale venni tirata per le caviglie e caddi.
Mi voltai e lo vidi. Cacciai un urlo di terrore vedendo il suo aspetto mostruoso, una sorta di bestia umanoide con la faccia da lupo, alto più di due metri e con la bava alla bocca.
Lui caccio un urlo e le finestre si ruppero, e i vetri si sparpagliarono un po’ ovunque, alcuni arrivarono fino a noi, mi ferirono, ma quello non mi spaventava.
Con quella poca forza che avevo corsi verso una delle stanze.
“ Non puoi scappare” urlò con quella voce che mi faceva accapponare la pelle.
Finalmente raggiunsi la camera da letto, e mi chiusi la porta alle spalle. C’era la chiave, ma sapevo che non sarebbe bastato, così spostai più mobili per sbarrare l’ingresso.
Ho paura pensai terrorizzata, Cosa posso fare?
Mi guardai attorno, quasi aspettandomi di trovare una risposta, un aiuto… un qualcosa.
C’era un altro quadro di Regina: quella era la LORO stanza, pensai con orrore.
- Povera Regina, che destino orribile… - dissi ad alta voce.
“ Lo stesso destino che capiterà a te ” disse lui, materializzatosi nella stanza. Urlai e chiusi gli occhi. Sentii qualcosa di caldo all’altezza dei reni, come un liquido…

- Abigail, Abigail svegliati! – urlò George scuotendomi.
- No il mostro, scappate – urlai sempre con gli occhi chiusi.
- Abigail era solo un incubo. Dai apri gli occhi. – mi feci coraggio e li aprii. Era tutto normale, George, la guida Charlie, Mel e Steph erano tutti lì. Io ero sul divano, e i miei vestiti erano quelli di sempre.
- Ma… Io… C’era il mostro e mi…
- Stia tranquilla signorina, era solo un incubo, un po’ di suggestione. – mi disse con calma la guida.
- Andiamocene subito, non voglio rimanere qua un minuto di più! – urlai in preda all’isteria.
I ragazzi mi guardarono con aria stranita, qualcosa mi diceva che non era solo un sogno.
- Ok prendiamo le cose e andiamo. Ma ora calmati tesoro.
- Mi calmerò quando saremo a casa, o in albergo, non prima! – dissi con fermezza. Misi fretta a tutti e finalmente uscimmo.
Fui purtroppo l’ultima, e quando arrivai all’uscio sentii un soffio di calore sul collo, mi voltai ma non c’era nessuno.
- Allora Abi, vieni? Non avevi tanta fretta? – chiese George avvicinandosi.
- Sì, ora arrivo. – proprio vicino alla porta c’era uno specchio.
Mi ci specchiai per caso, e lo vidi: era accanto a me. Un po’ per paura, un po’ per rabbia, un po’ per disperazione feci qualcosa che mai mi sarei aspettata. Lo ruppi.
E lo spirito scomparve. Mi allontanai senza sapere che quello altro non era che un uomo, trasformato in mostro perché amava troppo la sua “ Regina ”. Avete capito bene.
In realtà i due erano innamorati, poi un giorno il ragazzo scomparve, diventando un mostro orribile, e su di lui furono inventate le storie più bizzarre. Grazie ai suoi poteri si creò degli aiutanti, dei servi, e aveva fatto in modo di condurre l’amata nella casa, in modo da spiegarle tutto e così spezzare il maleficio.
Purtroppo la ragazza dal terrore si uccise, e solo dopo capì tutto, e riversò la sua rabbia verso gli abitanti, ma non poté mai raggiungere né incontrare il suo amato. Per qualche motivo quello specchio li teneva lontani, non permetteva loro d’incontrarsi, ma ora che era stato rotto anche il terribile maleficio era stato spezzato e così i due innamorati poterono unirsi.
Sentii un flebile “ Grazie ”.
Era il ringraziamento di Regina e di Alan. Ora i loro spiriti erano liberi.
Nessuno conosce la loro VERA storia, né la conoscerà mai.
Si parlerà solo della villa maledetta, di mostri e fantasmi terribili, senza però sapere che in quella villa ora c'è anche tanto amore.

 
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